Geologia degli idrocarburi
La conoscenza e l’uso di idrocarburi naturali risale all’antichità, quando petrolio, bitume e asfalto venivano usati per impermeabilizzare gli scafi delle navi e le cisterne di raccolta dell’acqua, per asfaltare le strade, per illuminare le città o per scopi militari.
Ma la vera nascita dell’industria petrolifera moderna risale al 1859, anno in cui nello Stato del Connecticut (USA), dal primo pozzo di petrolio si cominciarono ad estrarre 25 barili al giorno (un barile corrisponde a circa 159 litri). Da allora prende avvio lo sfruttamento industriale del petrolio il cui consumo, a partire dai primi anni del XX secolo, è raddoppiato ogni dieci anni.
La crescente domanda e la necessità di produrre quantità sempre maggiori di petrolio ha stimolato attività di ricerca che, nel corso degli anni, sono diventate sempre più avanzate sotto il profilo tecnologico, in modo da ridurre l’impatto sul territorio e sulle comunità.
Ma cosa sono e dove si trovano gli idrocarburi?
Si generano esclusivamente nelle rocce sedimentarie, ricche di materia organica, chiamate “roccia madre”. Esse generano idrocarburi quando, nel corso di ere geologiche, subiscono una temperatura e una pressione tali da trasformare la materia organica in idrocarburi. Gli idrocarburi, avendo una densità minore delle rocce e dell’acqua, tendono a migrare verso la superficie attraverso i pori e le fratture presenti nelle rocce.
Durante la migrazione, in presenza di rocce impermeabili e di assetti geologici tali da favorire l’accumulo degli idrocarburi, si possono creare le condizioni per la formazione di giacimenti. Le rocce impermeabili vengono chiamate “roccia di copertura”, mentre quelle porose, attraverso cui gli idrocarburi migrano e nelle quali in presenza di assetti geologici favorevoli si accumulano, vengono chiamate “roccia serbatoio”.
Un giacimento di idrocarburi può esistere quindi solo se si verifica la presenza contemporanea, in una stessa area, dei 3 tipi di roccia – madre, serbatoio e copertura - che ne consentono la generazione e l’accumulo.
Il processo di esplorazione petrolifera comprende:
L’applicazione dei risultati di questi studi all’interpretazione dei dati di sottosuolo (geofisica e pozzi preesistenti). Ciò permette di ricostruire la presenza e le dimensioni di eventuali trappole per idrocarburi presenti nel bacino sedimentario o nell’area che si sta valutando.
La valutazione del rischio geologico (gestione delle incertezze) e il calcolo delle possibilità di successo.
La perforazione delle trappole in funzione della loro economicità e della stima delle riserve producibili in caso di successo esplorativo.
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